giovedì 28 febbraio 2013

venerdì 22 febbraio 2013

"Dai mercati a Ostia, no alla colata di cemento". Italia Nostra e 33 comitati si mobilitano contro le varianti urbanistiche in Comune

"Dai mercati a Ostia, no alla colata di cemento". Italia Nostra e 33 comitati si mobilitano contro le varianti urbanistiche in Comune
LAURA SERLONI
DOMENICA, 09 DICEMBRE 2012, LA REPUBBLICA, Roma

Dagli ambientalisti stop alle delibere sulle aree storiche rionali e sulle aree militari dismesse

Milioni di metri cubi di cemento rischiano di abbattersi sulla città: dal Velodromo al Water front di Ostia, dalla compensazione Santa Fumia al raddoppio della centralità Romanina, fino alla valorizzazione delle aree militari dismesse e allo scambio immobiliare dei mercati Metronio, Pinciano e Trieste. La deadline, per portare in Aula tutta questa serie di delibere, dovrebbe essere gennaio. «Si vuole approvare - dicono decine di associazioni e comitati in una lettera inviata al sindaco Alemanno - una manovra urbanistica complessa e dirompente ai danni soprattutto dell´Agro romano. Si dimostra la volontà di continuare a forzare i regolamenti comunali per approvare degli atti in variante al piano regolatore generale e al piano territoriale paesistico regionale».
Si tratta di progetti che prevedono, nella maggior parte dei casi, migliaia di nuovi appartamenti in zone densamente popolate. Insomma, un vero e proprio assalto all´Agro romano. «Si tratta - commenta Italia Nostra - di una manovra pesantissima dal punto di vista dell´impatto sull´ambiente e sul tessuto sociale della nostra città. Non ci risultano studi effettuati sulla sostenibilità ambientale, nessuna pianificazione sull´autosufficienza energetica e nessuna quantificazione in termini di perdite economiche delle attività presenti sulle aree da cementificare e su come ripianarle».
L´appello al primo cittadino è firmato da tantissime realtà ambientaliste, cittadine e commerciali: dall´associazione amici di Monte Mario al Progetto Celio, da Assocommercio Roma nord a Cittadinanzattiva Lazio, dal comitato Serpentara a quello di Delle Vittorie e Salute e Ambiente Eur fino a Territorio Roma e Urban Experience. Tutti compatti chiedono una moratoria ai provvedimenti. E che si proceda al recupero e al riuso delle aree dismesse. Di più. La proposta è di avviare un censimento degli edifici sfitti, vuoti e inutilizzati della città.
«Il sindaco e la sua giunta - commenta Luigi Tamburrino di Territorio Roma - vogliono lasciarci Roma in espansione sull´Agro romano e ipotecare la città consolidata con un pericoloso approccio immobiliaristico. Crediamo che è finito il tempo dell´espansione e che è necessario puntare alla riqualificazione del territorio perseguendo innanzitutto l´interesse pubblico, e su questo obiettivo chiediamo a tutti, non solo di contrastare la manovra ma anche di mobilitarsi nei territori e in ogni altra sede per affermare un´altra idea di pianificazione generale». E aggiungono Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio, fondatori di "Atuttaleur": «In gioco ci sono migliaia di metri cubi in zone pregiate della città. Tutti casi diversi ma connotati da un unico denominatore: quello dell´incremento delle volumetrie in aree tutelate a vario livello e preziose per l´equilibrio urbanistico della città. Non si può pensare che si decida del futuro di una città votando delibere a spron battuto che incidono su territori ed assetti tanto delicati come l´Agro, le aree di riserva e in particolare il Velodromo».

mercoledì 6 febbraio 2013

venerdì 1 febbraio 2013